Clicca sul titolo e leggi il mio articolo pubblicato su Roma Sette del 28 marzo 2010 a p. 3!
Giorgia
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sabato 8 maggio 2010
martedì 6 aprile 2010
"Terremoto zeronove", gli aquilani si raccontano
da Roma Sette.it
Il libro-diario di tre giovani del capoluogo abruzzese: come sono cambiate le loro vite dopo la scossa che ha devastato la città e causato 308 vittime di Giorgia Gazzetti
Le manifestazioni del ricordo. Sono partite ufficialmente nel tardo pomeriggio di ieri (5 aprile) per commemorare, attraverso canti, musica, immagini e spettacoli, le 308 vittime del terremoto che, un anno fa, ha devastato una città, L’Aquila, e spezzato la vita di un intero popolo. «Alle ore 22 la città si è illuminata - racconta, commosso, l’aquilano Emiliano Dante, “ex” docente di Cinema, fotografia e televisione presso la Facoltà di Scienze della Formazione dell’Aquila - grazie alle quattro fiaccolate che partite da quattro punti nevralgici della periferia si sono riunite a Fontana Luminosa per raggiungere uno dei luoghi simbolo della tragedia, Piazza Duomo, dove alle 3.32 sono stati letti i nomi delle vittime, ricordate anche con i rintocchi delle campane».
Una folla umana che si è riversata nelle piazze, nei vicoli, nelle strade proprio come un anno fa quando la città era ridotta a fumo e macerie. «A piazza Palazzo ci sono già molte persone, più della metà in pigiama, molti a piedi nudi, tutti con i capelli bianchi di calcinacci. Tremano di freddo e di paura. Con papà iniziamo a fare battute - siamo malati di ironia. Stridiamo con la tensione generale […] Arrivo a Piazza Duomo con l’idea di attendere l’alba per iniziare a scattare le prime foto. Nel frattempo vedo gente che conosco. Ci si chiede tutti come sta casa, ossessivamente». Emiliano racconta così il “suo” terremoto, in un libro-diario intitolato “Terremoto zeronove. Diari da un sisma”, scritto subito dopo il 6 aprile insieme a Massimiliano Laurenzi, già autore di “Paradiso dei Polli” e di diverse pièce teatrali, e Valentina Nanni, specializzanda in neuropsichiatria infantile.
L’obiettivo è «documentare quello che è successo - spiega Emiliano -. Ho immortalato con la mia macchina fotografica pezzi di vita e di luoghi del post terremoto non solo attraverso le parole ma anche con le oltre 50 immagini pubblicate nel libro». Dedicato a Lucilla Muzi, braccio destro dell’editore Edoardo Caroccia, e a tutte le vittime del sisma, il libro racconta, attraverso gli occhi dei tre protagonisti fatti, emozioni, silenzi, indignazione, paure ed ansie vissute prima, durante e dopo le 3.32 di dodici mesi fa.
«Rispetto ad un anno fa, quando mi sembrava di vivere in una barricata - prosegue Emiliano - sono cambiate molte cose, le condizioni di vita sono diverse. E in primis sono cambiato io. Prima ero una persona molto stanziale, come la maggior parte degli aquilani, ora sono un nomade: vivo tra L’Aquila e Perugia e nel giro di pochi mesi ho percorso ben 25.000 km con la macchina, in giro per l’Italia. L’Aquila, purtroppo, appare ancora come una città bombardata: migliaia di persone vivono sulle coste; passeggiando per la città ci sono ancora le macerie; quasi niente è tornato alla normalità. Io sono tornato a L’Aquila da un mese, vivo nella casetta di legno dopo aver vissuto 6 mesi nelle tendopoli e 4 sulla costa. Sono consapevole che la mia terra non tornerà più come prima. Ma bisogna accettarlo e ripartire da questo tragico episodio, che non si può cancellare, per far maturare la città, che ha problemi di identità e fatica a rivitalizzare l’economia e il tessuto sociale».
Come spiega Massimiliano:«L’Aquila è diventata una città di non luoghi. Abbiamo bisogno che ci vengano restituiti quei luoghi come le piazze, i vicoli, le fontane, in cui ci riconosciamo e amiamo incontrarci. Prima del terremoto, la città ruotava intorno al centro storico, dove si svolgevano le attività, le questioni burocratiche. Ora la città è dislocata lungo tutta la periferia. Sembra un arcipelago di cose forzatamente disorganizzate. Ma la periferia non era attrezzata prima del 6 aprile e non lo è adesso a maggior ragione. È come se un giocatore di serie D dovesse all’improvviso sostituirne uno di serie A. Purtroppo la ricostruzione deve ancora iniziare, non è finita quando sono state consegnate le casette servite, esclusivamente, per fronteggiare l’emergenza».
«Sono cambiata in tanti aspetti e tante di quelle volte dal 6 aprile scorso - racconta Valentina, che oggi vive a Londra, dove sta facendo ricerca in ambito psichiatrico - che descrivere il mio percorso richiederebbe un altro diario. Quello che di certo posso affermare è che oggi la mia capacità di portare avanti le cose in cui credo è più spiccata e la mia tristezza e malinconia sono più profonde, come se avessero messo le radici di un albero secolare».
6 aprile 2010
Il libro-diario di tre giovani del capoluogo abruzzese: come sono cambiate le loro vite dopo la scossa che ha devastato la città e causato 308 vittime di Giorgia Gazzetti
Le manifestazioni del ricordo. Sono partite ufficialmente nel tardo pomeriggio di ieri (5 aprile) per commemorare, attraverso canti, musica, immagini e spettacoli, le 308 vittime del terremoto che, un anno fa, ha devastato una città, L’Aquila, e spezzato la vita di un intero popolo. «Alle ore 22 la città si è illuminata - racconta, commosso, l’aquilano Emiliano Dante, “ex” docente di Cinema, fotografia e televisione presso la Facoltà di Scienze della Formazione dell’Aquila - grazie alle quattro fiaccolate che partite da quattro punti nevralgici della periferia si sono riunite a Fontana Luminosa per raggiungere uno dei luoghi simbolo della tragedia, Piazza Duomo, dove alle 3.32 sono stati letti i nomi delle vittime, ricordate anche con i rintocchi delle campane».
Una folla umana che si è riversata nelle piazze, nei vicoli, nelle strade proprio come un anno fa quando la città era ridotta a fumo e macerie. «A piazza Palazzo ci sono già molte persone, più della metà in pigiama, molti a piedi nudi, tutti con i capelli bianchi di calcinacci. Tremano di freddo e di paura. Con papà iniziamo a fare battute - siamo malati di ironia. Stridiamo con la tensione generale […] Arrivo a Piazza Duomo con l’idea di attendere l’alba per iniziare a scattare le prime foto. Nel frattempo vedo gente che conosco. Ci si chiede tutti come sta casa, ossessivamente». Emiliano racconta così il “suo” terremoto, in un libro-diario intitolato “Terremoto zeronove. Diari da un sisma”, scritto subito dopo il 6 aprile insieme a Massimiliano Laurenzi, già autore di “Paradiso dei Polli” e di diverse pièce teatrali, e Valentina Nanni, specializzanda in neuropsichiatria infantile.
L’obiettivo è «documentare quello che è successo - spiega Emiliano -. Ho immortalato con la mia macchina fotografica pezzi di vita e di luoghi del post terremoto non solo attraverso le parole ma anche con le oltre 50 immagini pubblicate nel libro». Dedicato a Lucilla Muzi, braccio destro dell’editore Edoardo Caroccia, e a tutte le vittime del sisma, il libro racconta, attraverso gli occhi dei tre protagonisti fatti, emozioni, silenzi, indignazione, paure ed ansie vissute prima, durante e dopo le 3.32 di dodici mesi fa.
«Rispetto ad un anno fa, quando mi sembrava di vivere in una barricata - prosegue Emiliano - sono cambiate molte cose, le condizioni di vita sono diverse. E in primis sono cambiato io. Prima ero una persona molto stanziale, come la maggior parte degli aquilani, ora sono un nomade: vivo tra L’Aquila e Perugia e nel giro di pochi mesi ho percorso ben 25.000 km con la macchina, in giro per l’Italia. L’Aquila, purtroppo, appare ancora come una città bombardata: migliaia di persone vivono sulle coste; passeggiando per la città ci sono ancora le macerie; quasi niente è tornato alla normalità. Io sono tornato a L’Aquila da un mese, vivo nella casetta di legno dopo aver vissuto 6 mesi nelle tendopoli e 4 sulla costa. Sono consapevole che la mia terra non tornerà più come prima. Ma bisogna accettarlo e ripartire da questo tragico episodio, che non si può cancellare, per far maturare la città, che ha problemi di identità e fatica a rivitalizzare l’economia e il tessuto sociale».
Come spiega Massimiliano:«L’Aquila è diventata una città di non luoghi. Abbiamo bisogno che ci vengano restituiti quei luoghi come le piazze, i vicoli, le fontane, in cui ci riconosciamo e amiamo incontrarci. Prima del terremoto, la città ruotava intorno al centro storico, dove si svolgevano le attività, le questioni burocratiche. Ora la città è dislocata lungo tutta la periferia. Sembra un arcipelago di cose forzatamente disorganizzate. Ma la periferia non era attrezzata prima del 6 aprile e non lo è adesso a maggior ragione. È come se un giocatore di serie D dovesse all’improvviso sostituirne uno di serie A. Purtroppo la ricostruzione deve ancora iniziare, non è finita quando sono state consegnate le casette servite, esclusivamente, per fronteggiare l’emergenza».
«Sono cambiata in tanti aspetti e tante di quelle volte dal 6 aprile scorso - racconta Valentina, che oggi vive a Londra, dove sta facendo ricerca in ambito psichiatrico - che descrivere il mio percorso richiederebbe un altro diario. Quello che di certo posso affermare è che oggi la mia capacità di portare avanti le cose in cui credo è più spiccata e la mia tristezza e malinconia sono più profonde, come se avessero messo le radici di un albero secolare».
6 aprile 2010
sabato 3 aprile 2010
E' on line il numero di marzo 2010 di Flash Magazine
Leggete il numero di marzo 2010 di Flash Magazine!
I miei articoli del mese sono:
- A tu per tu con il Presidente dell'Amministrazione Provinciale On.le Antonello Iannarilli
L'intervista. Seconda Parte (p. 25)
- Terremoto zeronove. Diari da un sisma (pp. 26-27).
Buona lettura!
Giorgia
I miei articoli del mese sono:
- A tu per tu con il Presidente dell'Amministrazione Provinciale On.le Antonello Iannarilli
L'intervista. Seconda Parte (p. 25)
- Terremoto zeronove. Diari da un sisma (pp. 26-27).
Buona lettura!
Giorgia
mercoledì 25 novembre 2009
COMUNICATO STAMPA
L’ARTE AIUTA ONLUS E UBIK FROSINONE INSIEME PER L’AQUILA
PRESENTAZIONE DEL LIBRO “TERREMOTO ZERONOVE. DIARI DI UN SISMA”
Domenica 29 novembre, alle ore 17, presso la Libreria Ubik di Frosinone (Via Aldo Moro, 150), l’Associazione Culturale L’Arte Aiuta Onlus nell’ambito del progetto Art Aid Aq presenta “Terremoto zero nove. Diari da un sisma”, dedicato a Lucilla Muzi, braccio destro dell’editore Edoardo Caroccia, e a tutte le vittime del sisma.
Scritto da tre ragazzi aquilani che hanno vissuto il sisma del 6 aprile scorso, Emiliano Dante, giovane professore dell’Università dell’Aquila, Valentina Nanni, specializzanda in neuropsichiatria infantile, e Massimiliano Laurenzi già autore di “Paradiso dei Polli” e di diverse pièce teatrali, il libro è una raccolta di fatti, di emozioni, di foto, di paure e di rabbie vissute durante e dopo le 3.32 del 6 aprile scorso.
«Terremoto zeronove. Diari di un sisma – spiegano Francesco Galuppi e Annalisa Casino, co-fondatori della Onlus – , con la presentazione di Bruno Vespa, è la testimonianza viva e diretta di tre giovani che raccontano la loro catastrofe e quella di un intero popolo in modo duro ma, a volte, anche divertente». I racconti sembrano lettere ad un amico immaginario, confidenze di un viaggio iniziato con il buio della notte del 6 aprile che si prepara all’alba di un nuovo giorno, di un nuovo mondo. Si tratta, insomma, di un documento prezioso tra la cronaca e l’autobiografia scritto per non dimenticare e per non essere dimenticati.
«Siamo felici - prosegue Galuppi, presidente dell’Associazione - di promuovere questo libro a Frosinone, nella nostra città, e di dare voce ad Emiliano, Valentina e Massimiliano e all’intera città de L’Aquila. Ci auguriamo - aggiungono i due giovani ciociari - che l’intera provincia di Frosinone accolga con interesse e sensibilità questa iniziativa e tutte le altre che abbiamo in programma per aiutare L’Aquila e il suo popolo a rinascere. L’obiettivo del progetto Art Aid Aq è proprio quello di raccogliere fondi attraverso canali di raccolta multiformi per la realizzazione di un’Officina delle Arti, cioè di un centro polifunzionale artistico, nella città de L’Aquila. Si tratta, ne siamo consapevoli - conclude Galuppi - di un progetto molto ambizioso ma che mira a sensibilizzare, attraverso la musica, la pittura, la scultura, la scrittura, il teatro, la danza, la cultura in generale, tutti coloro che abbiano a cuore la ripresa e il recupero non solo delle attività economiche e sociali degli aquilani ma anche dell’arte».
Saranno presenti, in sala, gli autori per parlare del libro, della loro esperienza e per rispondere alle domande del pubblico. Dopo il dibattito, sarà proiettato il corto “L’essenziale è invisibile agli occhi”, realizzato dall’Accademia dell’Immagine de L’Aquila per il saggio di fine anno.
Ufficio Stampa Art Aid Aq
Giorgia Gazzetti
PRESENTAZIONE DEL LIBRO “TERREMOTO ZERONOVE. DIARI DI UN SISMA”
Domenica 29 novembre, alle ore 17, presso la Libreria Ubik di Frosinone (Via Aldo Moro, 150), l’Associazione Culturale L’Arte Aiuta Onlus nell’ambito del progetto Art Aid Aq presenta “Terremoto zero nove. Diari da un sisma”, dedicato a Lucilla Muzi, braccio destro dell’editore Edoardo Caroccia, e a tutte le vittime del sisma.
Scritto da tre ragazzi aquilani che hanno vissuto il sisma del 6 aprile scorso, Emiliano Dante, giovane professore dell’Università dell’Aquila, Valentina Nanni, specializzanda in neuropsichiatria infantile, e Massimiliano Laurenzi già autore di “Paradiso dei Polli” e di diverse pièce teatrali, il libro è una raccolta di fatti, di emozioni, di foto, di paure e di rabbie vissute durante e dopo le 3.32 del 6 aprile scorso.
«Terremoto zeronove. Diari di un sisma – spiegano Francesco Galuppi e Annalisa Casino, co-fondatori della Onlus – , con la presentazione di Bruno Vespa, è la testimonianza viva e diretta di tre giovani che raccontano la loro catastrofe e quella di un intero popolo in modo duro ma, a volte, anche divertente». I racconti sembrano lettere ad un amico immaginario, confidenze di un viaggio iniziato con il buio della notte del 6 aprile che si prepara all’alba di un nuovo giorno, di un nuovo mondo. Si tratta, insomma, di un documento prezioso tra la cronaca e l’autobiografia scritto per non dimenticare e per non essere dimenticati.
«Siamo felici - prosegue Galuppi, presidente dell’Associazione - di promuovere questo libro a Frosinone, nella nostra città, e di dare voce ad Emiliano, Valentina e Massimiliano e all’intera città de L’Aquila. Ci auguriamo - aggiungono i due giovani ciociari - che l’intera provincia di Frosinone accolga con interesse e sensibilità questa iniziativa e tutte le altre che abbiamo in programma per aiutare L’Aquila e il suo popolo a rinascere. L’obiettivo del progetto Art Aid Aq è proprio quello di raccogliere fondi attraverso canali di raccolta multiformi per la realizzazione di un’Officina delle Arti, cioè di un centro polifunzionale artistico, nella città de L’Aquila. Si tratta, ne siamo consapevoli - conclude Galuppi - di un progetto molto ambizioso ma che mira a sensibilizzare, attraverso la musica, la pittura, la scultura, la scrittura, il teatro, la danza, la cultura in generale, tutti coloro che abbiano a cuore la ripresa e il recupero non solo delle attività economiche e sociali degli aquilani ma anche dell’arte».
Saranno presenti, in sala, gli autori per parlare del libro, della loro esperienza e per rispondere alle domande del pubblico. Dopo il dibattito, sarà proiettato il corto “L’essenziale è invisibile agli occhi”, realizzato dall’Accademia dell’Immagine de L’Aquila per il saggio di fine anno.
Ufficio Stampa Art Aid Aq
Giorgia Gazzetti
martedì 4 agosto 2009
INVITO L'Arte Aiuta Onlus - Isa e Antonella Ruggiero in concerto insieme per L'Aquila
L’Arte Aiuta Onlus in collaborazione con la Protezione Civile Nazionale
Giovedì 6 agosto 2009 alle ore 21.00, a quattro mesi dall’evento sismico che ha colpito l’Abruzzo, l’associazione culturale L’Arte Aiuta - Onlus invita a partecipare a L’Aquila, presso l’Auditorium della Scuola Ispettori della Guardia di Finanza (Loc. San Padre di Coppito), al concerto-beneficenza dell’Isa -Istituzione Sinfonica Abruzzese con la partecipazione straordinaria di Antonella Ruggiero, organizzato in seno al progetto Art Aid Aq. L’evento è finalizzato a sostenere l’arte e la cultura dei territori colpiti dal sisma del 6 aprile scorso e a realizzare un centro polifunzionale artistico nella città de L’Aquila.
In occasione della serata d’inaugurazione dell’evento Art Aid Aq, l’Accademia della Luce presenterà un’installazione artistica; pittori e scultori abruzzesi presenteranno le loro opere in una collettiva d’eccezione e saranno presentate le opere donate per la vendita di beneficenza (anche da parte di artisti non abruzzesi).
L'Associazione Culturale "Artisti Aquilani - Onlus" presenta "I quadri di Pongo", spettacolo teatrale di e con Giulio Votta; Emiliano Dante, Massimiliano Laurenzi e Valentina Nanni presenteranno il libro diario "Terremoto Zeronove - Diari da un sisma", di cui saranno lette alcune significative pagine. Inoltre, sempre nell'ambito della promozione delle eccellenze aquilane nel campo dell'arte, verrà proiettato il video "L'essenziale è invisibile agli occhi", saggio finale realizzato dai corsisti del terzo anno dell'Accademia dell'Immagine.
La partecipazione è gratuita, con possibilità di donazione libera, ma per sostenere l’arte e la cultura a L’Aquila tramite il progetto “Art Aid Aq” è aperta la sottoscrizione all'Associazione L'Arte Aiuta - Onlus, a partire da un’offerta minima di euro 100, che darà anche diritto alla prenotazione del posto in sala.
Per raggiungere il luogo dell'evento sarà a disposizione un servizio di navetta attivo dalle ore 20:30 presso il parcheggio della stessa scuola della Guardia di Finanza.
Per esigenze organizzative, è necessario dare conferma della propria presenza inviando una e-mail all’indirizzo annalisa@artaidaq.org o telefonicamente al numero 320.8481944, entro il 5 agosto 2009.
Giovedì 6 agosto 2009 alle ore 21.00, a quattro mesi dall’evento sismico che ha colpito l’Abruzzo, l’associazione culturale L’Arte Aiuta - Onlus invita a partecipare a L’Aquila, presso l’Auditorium della Scuola Ispettori della Guardia di Finanza (Loc. San Padre di Coppito), al concerto-beneficenza dell’Isa -Istituzione Sinfonica Abruzzese con la partecipazione straordinaria di Antonella Ruggiero, organizzato in seno al progetto Art Aid Aq. L’evento è finalizzato a sostenere l’arte e la cultura dei territori colpiti dal sisma del 6 aprile scorso e a realizzare un centro polifunzionale artistico nella città de L’Aquila.
In occasione della serata d’inaugurazione dell’evento Art Aid Aq, l’Accademia della Luce presenterà un’installazione artistica; pittori e scultori abruzzesi presenteranno le loro opere in una collettiva d’eccezione e saranno presentate le opere donate per la vendita di beneficenza (anche da parte di artisti non abruzzesi).
L'Associazione Culturale "Artisti Aquilani - Onlus" presenta "I quadri di Pongo", spettacolo teatrale di e con Giulio Votta; Emiliano Dante, Massimiliano Laurenzi e Valentina Nanni presenteranno il libro diario "Terremoto Zeronove - Diari da un sisma", di cui saranno lette alcune significative pagine. Inoltre, sempre nell'ambito della promozione delle eccellenze aquilane nel campo dell'arte, verrà proiettato il video "L'essenziale è invisibile agli occhi", saggio finale realizzato dai corsisti del terzo anno dell'Accademia dell'Immagine.
La partecipazione è gratuita, con possibilità di donazione libera, ma per sostenere l’arte e la cultura a L’Aquila tramite il progetto “Art Aid Aq” è aperta la sottoscrizione all'Associazione L'Arte Aiuta - Onlus, a partire da un’offerta minima di euro 100, che darà anche diritto alla prenotazione del posto in sala.
Per raggiungere il luogo dell'evento sarà a disposizione un servizio di navetta attivo dalle ore 20:30 presso il parcheggio della stessa scuola della Guardia di Finanza.
Per esigenze organizzative, è necessario dare conferma della propria presenza inviando una e-mail all’indirizzo annalisa@artaidaq.org o telefonicamente al numero 320.8481944, entro il 5 agosto 2009.
Progetto sviluppato con il Patrocinio e la Collaborazione di:
COMUNE DI L’AQUILA, PROVINCIA DELL’AQUILA, PRESIDENZA DEL CONSIGLIO REGIONALE D’ABRUZZO, PROVINCIA DI ROMA, CONFINDUSTRIA L’AQUILA, CONFEDERAZIONE NAZIONALE DELL’ARTIGIANATO E DELLA PICCOLA E MEDIA IMPRESA DI L’AQUILA, CONFCOMMERCIO PROVINCIA DELL’AQUILA, EURISPES- ISTITUTO DI STUDI ECONOMICI POLITICI E SOCIALI
Per informazioni:
Ufficio Stampa Art Aid Aq
Giorgia Gazzetti (349.5813029)
ufficiostampa@artaidaq.org
http://www.artaidaq.org/
mercoledì 15 luglio 2009
GIORNATA NAZIONALE DELLA CREATIVITÀ DEDICATA ALLA CITTA' DE L'AQUILA E ALLE SUE FAMIGLIE
ART AID AQ E TENDATELIER PRESENTANO LE OPERE MONUMENTALI REALIZZATE
NELLA TENDA DEL COLORE “SOQQUADRI (AQUILA FERITA)” E “GLOBAL AQUILART”
Giovedì 16 luglio a L’Aquila, presso la Villa Comunale, avrà luogo la X edizione della “Festa della Creatività” (www.festacreativita.org), organizzata, ogni anno, dall’Associazione Italiana per la Creatività e ideata e promossa, nel 1999, dal dottor Vittorio Cei, direttore del Dipartimento Salute Mentale della ASL 1 della Basilicata, per promuovere e sviluppare la creatività in ogni campo dell’attività umana non solo come produzione di opere d’arte o oggetti o soluzioni ma soprattutto come relazioni umane fondate sull’empatia, sulla comunicazione e valorizzazione di emozioni umane profonde e universali, mettendo in risalto gli effetti positivi che l’arte esercita sulla psiche.
Nell’anno europeo della creatività e dell’innovazione, l’A.I.C. dedica, eccezionalmente, alle famiglie e ai bambini aquilani questa festa nazionale che animerà la città con rassegne di teatro, danza, musica, con laboratori e workshop innovativi e con momenti di alta formazione. Una giornata simbolo per ricordare i 100 giorni trascorsi dal terremoto dello scorso 6 aprile ma che allo stesso tempo vuole essere un tributo all’arte, alla rinascita, alla vita e alla speranza. «Per questa ragione – spiega Francesco Galuppi, presidente de L’Arte Aiuta – Onlus - l’associazione culturale ha preso parte all’organizzazione dell’evento, collaborando attivamente alla realizzazione del programma che animerà la città dalle 9.00 del mattino fino alle 3.32, l’ora esatta in cui avvenne il terremoto».
«L’Arte Aiuta e AquilAbruzzo TendAtelier - prosegue Galuppi – avranno l’onore di presentare alla città e alle autorità presenti alla manifestazione (Massimo Cialente, sindaco de L'Aquila, Stefania Pezzopane, presidente della Provincia di L'Aquila, Guido Bertolaso, sottosegretario Direttore Dipartimento Protezione Civile, Roberto Marzetti, Direttore Generale ASL 4, Vittorio Sconci, direttore del DSM ASL 4 L'Aquila, Alessandro Sirolli, Responsabile del Centro Diurno) due tele monumentali delle dimensioni di circa 22 mq. (10mx2,20m), importanti per il loro valore artistico e sociale: “Soqquadri (L’Aquila ferita)”, realizzata da 18 artisti abruzzesi (Arduini Sandro, Colantoni Domenico, Costanzo Giancarlo, Costantini Mario, Cotellessa Giuliano, Cutuli Silvestro, Di Lizio Fabio, Di Pietro Bruno, Ianni Stefano, Meralangelo Marino, Meralangelo Sandro, Minedi Gabi, Paolinelli Albano, Pelliccione Augusto, Pesce Massimina, Seccia Anna, Spinogatti Antonio, e Volpicella Carlo) e “Aquilart”, realizzata dai terremotati del campo di Centi-Colella».
Ideatrice e responsabile del progetto è l’artista pescarese Anna Seccia che, da più di 15 anni, si occupa di arte relazionale. Grazie alla collaborazione dell’associazione culturale Kaleidos (Centro culturale della creatività di Pescara), dell’Angelus Novus dell’Aquila (Centro Documentazione Artepoesia Contemporanea) e al supporto dell’Associazione Culturale “L’Arte Aiuta – Onlus”, la Seccia è riuscita a realizzare l’installazione performativa in progress “AquilAbruzzo tendAtelier / Una tenda del colore e due opere di dimensioni monumentali per L’Aquila ferita. (www.artekaleidos.it)
«“Soqquadri (L’Aquila ferita)”, l’opera realizzata dagli artisti aquilani ed abruzzesi, paragonabile ad una “Guernica” ispirata al terremoto, - spiega Anna Seccia - trae valore non solo dalla sua bellezza ma soprattutto dal forte messaggio sociale che intende promuovere: la comunità di intenti, di valori, di emozioni e lo spirito di collaborazione nato tra gli artisti, spesso identificati come entità individualiste e poco inclini allo spirito di gruppo, per dare vita ad un’opera forse unica nel suo genere e per esprimere, attraverso l’arte, il sentimento della “rielaborazione del lutto” morale. L’opera “Global Aquilart”, realizzata dai terremotati stessi (dai 5 ai 90 anni) che hanno dato libero sfogo alla loro fantasia dipingendo nei 332 riquadri che compongono l’opera - conclude la Seccia - sembra raccontare, attraverso i disegni lasciati sulla tela, la voglia dei cittadini aquilani di guardare al futuro, di rialzarsi a testa alta e con spirito sicuro nonostante le difficoltà e il dolore degli ultimi mesi».
Queste due opere saranno donate alla città de L’Aquila dopo essere state battute all’asta a fini benefici. Infatti, parte del ricavato sarà donato agli artisti della città aquilana che hanno perduto i loro studi e le loro opere. Inoltre le due opere monumentali saranno installate nei maggiori musei nazionali e internazionali per testimoniare al mondo intero la forza, il coraggio e la bellezza del popolo aquilano.
Inoltre, l’associazione L’Arte Aiuta, tra le varie iniziative in programma, offrirà al pubblico aquilano e non solo il concerto folk del gruppo musicale “I Ratti della Sabina”, il laboratorio di fumetti a cura del disegnatore della Disney Adamo D’Agostino e lo spettacolo teatrale “Sognando la dodicesima notte di mezza estate” della compagnia “Retrobottega dei Guitti”. Si esibiranno, fino alle 3:32, diversi gruppi emergenti aquilani proposti dall’associazione stessa. Parallelamente, L’Arte Aiuta, nella stessa giornata, sarà presente anche a Roma, presso l’Accademia Nazionale di Danza, con la rassegna “Aspettando Art Aid Aq - Percorsi di teatro e movimento” che, dalle 18.00 con gli assoli di Beatrice Magalotti e Gabriele Linari che proporranno due sfumature differenti di una stessa individualità teatrica, incanterà il pubblico.
Roma, 14 luglio 2009
Giorgia Gazzetti (349.5813029)
Ufficio Stampa Art Aid Aq
ufficiostampa@artaidaq.org
http://www.artaidaq.org/
Nell’anno europeo della creatività e dell’innovazione, l’A.I.C. dedica, eccezionalmente, alle famiglie e ai bambini aquilani questa festa nazionale che animerà la città con rassegne di teatro, danza, musica, con laboratori e workshop innovativi e con momenti di alta formazione. Una giornata simbolo per ricordare i 100 giorni trascorsi dal terremoto dello scorso 6 aprile ma che allo stesso tempo vuole essere un tributo all’arte, alla rinascita, alla vita e alla speranza. «Per questa ragione – spiega Francesco Galuppi, presidente de L’Arte Aiuta – Onlus - l’associazione culturale ha preso parte all’organizzazione dell’evento, collaborando attivamente alla realizzazione del programma che animerà la città dalle 9.00 del mattino fino alle 3.32, l’ora esatta in cui avvenne il terremoto».
«L’Arte Aiuta e AquilAbruzzo TendAtelier - prosegue Galuppi – avranno l’onore di presentare alla città e alle autorità presenti alla manifestazione (Massimo Cialente, sindaco de L'Aquila, Stefania Pezzopane, presidente della Provincia di L'Aquila, Guido Bertolaso, sottosegretario Direttore Dipartimento Protezione Civile, Roberto Marzetti, Direttore Generale ASL 4, Vittorio Sconci, direttore del DSM ASL 4 L'Aquila, Alessandro Sirolli, Responsabile del Centro Diurno) due tele monumentali delle dimensioni di circa 22 mq. (10mx2,20m), importanti per il loro valore artistico e sociale: “Soqquadri (L’Aquila ferita)”, realizzata da 18 artisti abruzzesi (Arduini Sandro, Colantoni Domenico, Costanzo Giancarlo, Costantini Mario, Cotellessa Giuliano, Cutuli Silvestro, Di Lizio Fabio, Di Pietro Bruno, Ianni Stefano, Meralangelo Marino, Meralangelo Sandro, Minedi Gabi, Paolinelli Albano, Pelliccione Augusto, Pesce Massimina, Seccia Anna, Spinogatti Antonio, e Volpicella Carlo) e “Aquilart”, realizzata dai terremotati del campo di Centi-Colella».
Ideatrice e responsabile del progetto è l’artista pescarese Anna Seccia che, da più di 15 anni, si occupa di arte relazionale. Grazie alla collaborazione dell’associazione culturale Kaleidos (Centro culturale della creatività di Pescara), dell’Angelus Novus dell’Aquila (Centro Documentazione Artepoesia Contemporanea) e al supporto dell’Associazione Culturale “L’Arte Aiuta – Onlus”, la Seccia è riuscita a realizzare l’installazione performativa in progress “AquilAbruzzo tendAtelier / Una tenda del colore e due opere di dimensioni monumentali per L’Aquila ferita. (www.artekaleidos.it)
«“Soqquadri (L’Aquila ferita)”, l’opera realizzata dagli artisti aquilani ed abruzzesi, paragonabile ad una “Guernica” ispirata al terremoto, - spiega Anna Seccia - trae valore non solo dalla sua bellezza ma soprattutto dal forte messaggio sociale che intende promuovere: la comunità di intenti, di valori, di emozioni e lo spirito di collaborazione nato tra gli artisti, spesso identificati come entità individualiste e poco inclini allo spirito di gruppo, per dare vita ad un’opera forse unica nel suo genere e per esprimere, attraverso l’arte, il sentimento della “rielaborazione del lutto” morale. L’opera “Global Aquilart”, realizzata dai terremotati stessi (dai 5 ai 90 anni) che hanno dato libero sfogo alla loro fantasia dipingendo nei 332 riquadri che compongono l’opera - conclude la Seccia - sembra raccontare, attraverso i disegni lasciati sulla tela, la voglia dei cittadini aquilani di guardare al futuro, di rialzarsi a testa alta e con spirito sicuro nonostante le difficoltà e il dolore degli ultimi mesi».
Queste due opere saranno donate alla città de L’Aquila dopo essere state battute all’asta a fini benefici. Infatti, parte del ricavato sarà donato agli artisti della città aquilana che hanno perduto i loro studi e le loro opere. Inoltre le due opere monumentali saranno installate nei maggiori musei nazionali e internazionali per testimoniare al mondo intero la forza, il coraggio e la bellezza del popolo aquilano.
Inoltre, l’associazione L’Arte Aiuta, tra le varie iniziative in programma, offrirà al pubblico aquilano e non solo il concerto folk del gruppo musicale “I Ratti della Sabina”, il laboratorio di fumetti a cura del disegnatore della Disney Adamo D’Agostino e lo spettacolo teatrale “Sognando la dodicesima notte di mezza estate” della compagnia “Retrobottega dei Guitti”. Si esibiranno, fino alle 3:32, diversi gruppi emergenti aquilani proposti dall’associazione stessa. Parallelamente, L’Arte Aiuta, nella stessa giornata, sarà presente anche a Roma, presso l’Accademia Nazionale di Danza, con la rassegna “Aspettando Art Aid Aq - Percorsi di teatro e movimento” che, dalle 18.00 con gli assoli di Beatrice Magalotti e Gabriele Linari che proporranno due sfumature differenti di una stessa individualità teatrica, incanterà il pubblico.
Roma, 14 luglio 2009
Giorgia Gazzetti (349.5813029)
Ufficio Stampa Art Aid Aq
ufficiostampa@artaidaq.org
http://www.artaidaq.org/
mercoledì 8 luglio 2009
Roma e Frosinone insieme per l'Abruzzo
da Roma Sette.it
L'associazione culturale "L'Arte Aiuta – Onlus" propone, nella Capitale, una quattro giorni di spettacoli per raccogliere fondi per L'Aquila di Giorgia Gazzetti
Roma, Frosinone e L’Aquila insieme per l’Abruzzo. Nasce così l’associazione culturale “L’Arte Aiuta – Onlus”, fondata qualche settimana dopo l’evento sismico del 6 aprile 2009 da due giovani ciociari, Francesco Galuppi e Annalisa Casino, per sostenere la popolazione aquilana e i 46 paesi colpiti dal terremoto. Un’idea che matura dal profondo legame che unisce la ventisettenne Annalisa con L’Aquila, città degli studi universitari ma anche luogo di solide amicizie e di esperienze significative. Un’idea che diventa progetto grazie all’amore che la fondatrice nutre per il capoluogo abruzzese e al desiderio di contribuire alla “rinascita” della sua seconda città.
«L’Arte Aiuta - Onlus – spiega Francesco Galuppi, presidente dell’associazione – si propone di intervenire in quelle aree “depresse”, colpite da calamità naturali o da eventi tragici di varia natura, per favorire, attraverso le diverse forme ed espressioni dell’arte, il reinserimento lavorativo, sociale, culturale ed economico delle popolazioni colpite, soprattutto dei giovani. Da più di due mesi, infatti, insieme a un numeroso gruppo di amici e volontari – continua Galuppi – stiamo organizzando e promuovendo il progetto “Art Aid Aq” ovvero L’Arte Aiuta L’Aquila” (www.artaidaq.org) per raccogliere fondi attraverso canali di raccolta multiformi per la realizzazione di una Officina delle Arti. Un centro polifunzionale artistico da costruire nel capoluogo, dotato di sale prova, studio di registrazione e doppiaggio, aule per corsi di scultura, pittura, musica, di un’area espositiva».
«Si tratta, ne siamo consapevoli – prosegue Galuppi – di un progetto molto ambizioso che avrà il suo epicentro nella realizzazione, dal 6 al 9 agosto, della prima e più grande manifestazione artistica e musicale benefica organizzata dopo il terremoto nella città delle 99 chiese, 99 piazze e 99 cannelle, grazie al patrocinio del Comune de L’Aquila, della Provincia dell’Aquila, della Presidenza del Consiglio Regionale d’Abruzzo e la collaborazione della Confcommercio Provincia di L’Aquila e dell’Eurispes - Istituto di Studi Politici Economici e Sociali».
A Roma avrà luogo il primo evento di beneficenza promosso dalla Onlus: “Aspettando Art Aid Aq - Percorsi di teatro e movimento”. Una quattro giorni di spettacoli (9-10 luglio ore 21 presso il Teatro dell’Orologio, 16-17 luglio ore 18 presso l’Accademia Nazionale di Danza), in cui sul palco si alterneranno compagnie aquilane e romane. «La rassegna – spiega il coreografo romano Gianpaolo Marcucci, organizzatore della kermesse – rappresenta una vera scommessa con il palcoscenico. Una gara di solidarietà che mette in scena il teatro di prosa, il teatro-danza e la danza contemporanea a favore delle popolazioni colpite dal sisma».
Tutti e quattro gli appuntamenti avranno un ingresso a offerta libera minima di 5 euro. Per informazioni e prenotazioni: info@artaidaq.org.
L'associazione culturale "L'Arte Aiuta – Onlus" propone, nella Capitale, una quattro giorni di spettacoli per raccogliere fondi per L'Aquila di Giorgia Gazzetti
Roma, Frosinone e L’Aquila insieme per l’Abruzzo. Nasce così l’associazione culturale “L’Arte Aiuta – Onlus”, fondata qualche settimana dopo l’evento sismico del 6 aprile 2009 da due giovani ciociari, Francesco Galuppi e Annalisa Casino, per sostenere la popolazione aquilana e i 46 paesi colpiti dal terremoto. Un’idea che matura dal profondo legame che unisce la ventisettenne Annalisa con L’Aquila, città degli studi universitari ma anche luogo di solide amicizie e di esperienze significative. Un’idea che diventa progetto grazie all’amore che la fondatrice nutre per il capoluogo abruzzese e al desiderio di contribuire alla “rinascita” della sua seconda città.
«L’Arte Aiuta - Onlus – spiega Francesco Galuppi, presidente dell’associazione – si propone di intervenire in quelle aree “depresse”, colpite da calamità naturali o da eventi tragici di varia natura, per favorire, attraverso le diverse forme ed espressioni dell’arte, il reinserimento lavorativo, sociale, culturale ed economico delle popolazioni colpite, soprattutto dei giovani. Da più di due mesi, infatti, insieme a un numeroso gruppo di amici e volontari – continua Galuppi – stiamo organizzando e promuovendo il progetto “Art Aid Aq” ovvero L’Arte Aiuta L’Aquila” (www.artaidaq.org) per raccogliere fondi attraverso canali di raccolta multiformi per la realizzazione di una Officina delle Arti. Un centro polifunzionale artistico da costruire nel capoluogo, dotato di sale prova, studio di registrazione e doppiaggio, aule per corsi di scultura, pittura, musica, di un’area espositiva».
«Si tratta, ne siamo consapevoli – prosegue Galuppi – di un progetto molto ambizioso che avrà il suo epicentro nella realizzazione, dal 6 al 9 agosto, della prima e più grande manifestazione artistica e musicale benefica organizzata dopo il terremoto nella città delle 99 chiese, 99 piazze e 99 cannelle, grazie al patrocinio del Comune de L’Aquila, della Provincia dell’Aquila, della Presidenza del Consiglio Regionale d’Abruzzo e la collaborazione della Confcommercio Provincia di L’Aquila e dell’Eurispes - Istituto di Studi Politici Economici e Sociali».
A Roma avrà luogo il primo evento di beneficenza promosso dalla Onlus: “Aspettando Art Aid Aq - Percorsi di teatro e movimento”. Una quattro giorni di spettacoli (9-10 luglio ore 21 presso il Teatro dell’Orologio, 16-17 luglio ore 18 presso l’Accademia Nazionale di Danza), in cui sul palco si alterneranno compagnie aquilane e romane. «La rassegna – spiega il coreografo romano Gianpaolo Marcucci, organizzatore della kermesse – rappresenta una vera scommessa con il palcoscenico. Una gara di solidarietà che mette in scena il teatro di prosa, il teatro-danza e la danza contemporanea a favore delle popolazioni colpite dal sisma».
Tutti e quattro gli appuntamenti avranno un ingresso a offerta libera minima di 5 euro. Per informazioni e prenotazioni: info@artaidaq.org.
Programma della Rassegna di teatro-danza
“Aspettando Art Aid Aq - Percorsi di teatro e movimento”
9 luglio ore 21.00 – Teatro dell’orologio (Sala Orfeo)
Riso e sorriso. Le sfumature del teatro comico:
I quadri di Pongo
Regia: Giancarlo Gentilucci
Con: Giulio Votta
Musiche: Diego Sebastiani
Disegno luci: Giulio Votta
Produzione: Associazione culturale ARTI e SPETTACOLO
Estratto da:
Dodici atti impuri
Regia: Compagnia Retrobottega dei Guitti
Scritto da: Stefano Disegni
Disegno luci: Luca Serani
Produzione: Compagnia Retrobottega dei Guitti
“Aspettando Art Aid Aq - Percorsi di teatro e movimento”
9 luglio ore 21.00 – Teatro dell’orologio (Sala Orfeo)
Riso e sorriso. Le sfumature del teatro comico:
I quadri di Pongo
Regia: Giancarlo Gentilucci
Con: Giulio Votta
Musiche: Diego Sebastiani
Disegno luci: Giulio Votta
Produzione: Associazione culturale ARTI e SPETTACOLO
Estratto da:
Dodici atti impuri
Regia: Compagnia Retrobottega dei Guitti
Scritto da: Stefano Disegni
Disegno luci: Luca Serani
Produzione: Compagnia Retrobottega dei Guitti
10 luglio ore 21.00 – Teatro dell’orologio (Sala Orfeo)
Il movimento e la voce ai confini tra teatro e danza:
Tentativo n° 1 – la malattia del verde
Ideazione, scrittura, regia e direzione coreografica: Gianpaolo Marcucci
Assistente alla coreografia: Audrey Quinto
Musiche: Autori vari
Disegno Luci: Gianpaolo Marcucci
Produzione: Gianpaolo Marcucci, Elymania – modellismo in Roma, Via di Donna Olimpia, 65.
Costumi: Yari Molinari, Gianpaolo Marcucci
L’ambito
Ideazione, Coreografia, Regia: Patrizia Cavola – Ivan Truol
Testo: Oscar Stuardo
Traduzione: Patrizia Cavola – Ivan Truol
Con: Patrizia Cavola – Ivan Truol
Musiche Originali: EPSILON INDI
Produzione: Compagnia Atacama con il contributo di IMAIE e MIBAC e con il Patrocinio dell’Ambasciata
del Cile in Italia e dell’IILA Istituto Italo-Latino Americano
16 luglio ore 18:00 – Accademia Nazionale di Danza (Teatro Ruskaja)
Il solo nella danza e nel teatro: Individulità artistiche a confronto
Esercizi di nuoto?
Ideazione, coreografia, danza: Beatrice Magalotti
Allestimento e disegno luci: Giovanni Magnarelli
Produzione: Beatrice Magalotti
Salterò dentro la mia novella
Dai diari e i racconti di Kafka
Diretto e interpretato da Gabriele Linari
Musiche originale: Jontom
Produzione: Compagnia teatrale LABit
17 luglio ore 18:00 – Accademia Nazionale di Danza (Teatro Ruskaja)
Roma e L'aquila insieme per l'arte:
STREET DADA - street mama
Regia e coreografia di Francesca La Cava
Collaborazione artistica: Corinna Anastasio
Compositing video 2D: Marco Carlini e Gabriella Nobile
Musica: Brenda Fassie, Toumani Diabate e Ali Farka Tourè, Recoil, Tartit
Scene e disegno luci: Stefano Pirandello
Costumi: F. La Cava e C. Anastasio
Produzione: E-motion Gruppo Phoenix con il contributo del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e della Regione Abruzzo per "E-motion dance 4"
Sponsor: Netadvisory
Coproduzione: Dinamiche Sociali
Tentativo n° 0 – la malattia del verde
Ideazione, scrittura, regia e direzione coreografica: Gianpaolo Marcucci
Assistente alla coreografia: Audrey Quinto
Musiche: Autori vari
Disegno Luci: Gianpaolo Marcucci
Produzione: Gianpaolo Marcucci, Elymania – modellismo in Roma, Via di Donna Olimpia, 65.
Costumi: Yari Molinari, Gianpaolo Marcucci
Il movimento e la voce ai confini tra teatro e danza:
Tentativo n° 1 – la malattia del verde
Ideazione, scrittura, regia e direzione coreografica: Gianpaolo Marcucci
Assistente alla coreografia: Audrey Quinto
Musiche: Autori vari
Disegno Luci: Gianpaolo Marcucci
Produzione: Gianpaolo Marcucci, Elymania – modellismo in Roma, Via di Donna Olimpia, 65.
Costumi: Yari Molinari, Gianpaolo Marcucci
L’ambito
Ideazione, Coreografia, Regia: Patrizia Cavola – Ivan Truol
Testo: Oscar Stuardo
Traduzione: Patrizia Cavola – Ivan Truol
Con: Patrizia Cavola – Ivan Truol
Musiche Originali: EPSILON INDI
Produzione: Compagnia Atacama con il contributo di IMAIE e MIBAC e con il Patrocinio dell’Ambasciata
del Cile in Italia e dell’IILA Istituto Italo-Latino Americano
16 luglio ore 18:00 – Accademia Nazionale di Danza (Teatro Ruskaja)
Il solo nella danza e nel teatro: Individulità artistiche a confronto
Esercizi di nuoto?
Ideazione, coreografia, danza: Beatrice Magalotti
Allestimento e disegno luci: Giovanni Magnarelli
Produzione: Beatrice Magalotti
Salterò dentro la mia novella
Dai diari e i racconti di Kafka
Diretto e interpretato da Gabriele Linari
Musiche originale: Jontom
Produzione: Compagnia teatrale LABit
17 luglio ore 18:00 – Accademia Nazionale di Danza (Teatro Ruskaja)
Roma e L'aquila insieme per l'arte:
STREET DADA - street mama
Regia e coreografia di Francesca La Cava
Collaborazione artistica: Corinna Anastasio
Compositing video 2D: Marco Carlini e Gabriella Nobile
Musica: Brenda Fassie, Toumani Diabate e Ali Farka Tourè, Recoil, Tartit
Scene e disegno luci: Stefano Pirandello
Costumi: F. La Cava e C. Anastasio
Produzione: E-motion Gruppo Phoenix con il contributo del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e della Regione Abruzzo per "E-motion dance 4"
Sponsor: Netadvisory
Coproduzione: Dinamiche Sociali
Tentativo n° 0 – la malattia del verde
Ideazione, scrittura, regia e direzione coreografica: Gianpaolo Marcucci
Assistente alla coreografia: Audrey Quinto
Musiche: Autori vari
Disegno Luci: Gianpaolo Marcucci
Produzione: Gianpaolo Marcucci, Elymania – modellismo in Roma, Via di Donna Olimpia, 65.
Costumi: Yari Molinari, Gianpaolo Marcucci
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sabato 30 maggio 2009
L'arte Aiuta- Onlus
Il progetto ART AID AQ è un evento artistico di beneficenza per le popolazioni colpite dal terremoto del 06/04/2009.
Sostenetelo e consultate il sito www.artaidaq.org in continua evoluzione.
Per informazioni:
info@artaidaq.org
ufficiostampa@artaidaq.org
Giorgia
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mercoledì 8 aprile 2009
In centro solo case sventrate o lesionate. Il silenzio dell'Aquila, città fantasma
In giro con i tecnici e i vigili del fuoco per le strade martoriate dal terremoto. Non c'è nessuno, ma si scaverà ancora 48 ore alla ricerca di superstiti
dal nostro inviato DANIELE MASTROGIACOMO
Le rovine della Chiesa del Suffragio
L'AQUILA - Adesso sono andati tutti via. E' impossibile riprendere a vivere. Fare qualunque cosa, anche la più banale. Anche solo passeggiare, smaltire la tensione di questi due giorni, incontrare facce note, scambiare due chiacchiere, ricordare insieme gli amici e i conoscenti che non ci sono più. Toccarsi e almeno sorridere per dimostrare a noi stessi che siamo vivi. Che possiamo ricominciare. Un giorno. Ma ricominciare. Le scosse non danno tregua. Il ventre della terra si lamenta, sbuffa, vibra. Scosse continue, alcune davvero violente, che fanno tremare i palazzi sbrecciati, bucati come fossero formaggi, piegati su se stessi, le grondaie penzolanti in balia del vento caldo. IL VIDEO SUL CENTRO DELL'AQUILA Il centro storico, il cuore de L'Aquila, è isolato. Polizia e carabinieri formano cordoni ai principali punti di accesso. Si rischia grosso ad entrare, cadono ancora pietre e pezzi di cemento dai tetti dei palazzi di quattro, cinque piani. Palazzi imponenti, che vedi robusti, che credi impossibili solo a scafire. Invece ti accorgi che sono tutti lesionati, con squarci che si aprono sui tetti, sulle pareti, dalle finestre sventrate, le imposte in bilico che cigolano sui cardini piegati dai colpi. "Qui", ci racconta un maresciallo della Guardia forestale, Antonio Russo, "a quest'ora c'era un gran movimento. L'Aquila era un città viva, piena di gente per le strade, rumorosa, allegra". Si guarda intorno, allarga le braccia, fa un giro di 360 gradi. "Guardi lei: non c'è nessuno. E' una città-fantasma. Non so quando, come, in che modo riuscirà a rinascere. Ogni casa, palazzo, bottega, appartamento ha i suoi acciacchi. Alcuni dovranno essere abbattuti per forza. Io non sono un tecnico: ma mi sembra impossibile poter restaurare strutture così imponenti e così lesionate in profondità".
Le case e i palazzi sono legate le une agli altri. Come in tutti i centri storici della città italiane. Un immenso mosaico creato negli anni, con stili e materiali diversi. Le squadre dei tenici, le uniche anime vive che incontriamo in quest'aerea devastata dal terremoto di domenica scorsa, non sono impegnate nei rilievi statici. Stanno ancora cercando i sopravissuti. Se esitono e se sono in vita, dopo 56 ore. Il governo ha dato altre 48 ore di tempo. Le voci si rincorrono: c'è chi dice che ci potrebbe essere ancora gente in vita. Leggende, legate a speranze. C'è un dato che i vigili del fuoco e della protezione civile danno con certezza. All'appello mancano ancora dieci o forse venti abitanti. Prima di mettere in moto questo enorme cantiere e azionare le ruspe bisogna tornare ad ispezionare le case. Tra le migliaia di vigili del fuoco ci sono squadre che sono venute dalla Sicilia fino al Piemonte. Incontriamo sei pompieri di Torino. Li seguiamo. Insieme giriamo tra i vicoli e le strade di un quartiere senza più vita, avvolto da un silenzio che pesa e esprime il senso della grande fuga avvenuta nelle ultime ore. Dopo la scossa di ieri pomeriggio e quella di stamani poco dopo l'alba, moltissimi hanno deciso di lasciare la città. Solo nei momenti di tregua, tregua che nessuno può sapere quanto duri, quacluno si azzarda ad entrare nei vicoli e quasi correndo si infila dentro il portone sventrato della propria abitazione. Tra le lactime, lacrime di paura, di rabbia, di angoscia raccatta quello che può. Ma la nuova scossa, infida e rabbiosa, arriva e scuote il terreno, le pareti delle case, scaglia dall'alto ancora pezzi di intonaco, assieme a tegole e pietre. Bisogna camminare al centro delle strade principali, gli occhi ben puntati verso il cielo, pronti a scattare al minimo sobbalzo. Il palazzo della provincia, che ospita al secondo e terzo piano un convento di suore, ha perduto una delle vecchie colonne portanti. E' una struttura solida, imponente, piazzata all'angolo della strada principale del centro. E' stato evacuato e rimetterlo in sesto non sarà facile. Eppure, questo è il cuore commerciale, amminstrativo della città. E' un'area piena di negozi, di caffè, ristoranti. E' la zona dello struscio dove ogni pomeriggio si rovesciavano centinaia di persone, giovani, coppie e famiglie. Il cuore si è fermato. Non si sa quando e come potrà riprendere a pulsare. Tutto è rimasto come la notte di domenica scorsa. Le vetrine piene di vestiti, i bar con i suoi tavolini e le sue tovaglie, le botteghe con i loro oggetti pregiati esposti. Ci dicono che bande di sciacalli vagano nei vicoli deserti. Qualcuno denuncia subito che sono stranieri. Ma anche queste sono solo supposizioni. Sappiamo con certezza che sono stati bloccati più volte in tempo mentre varcavano i portoni invasi di calcinacci. Molta gente ha ceduto. Alle scosse, alla stanchezza, allo sconforto. Ieri mattina, mentre lasciavamo il centro e ci dirigevamo nei paesi vicini, abbiamo visto una lunga fila di auto che procedeva verso la costa adriatica. Non sappiamo se hanno accettato l'invito del governo ad una pausa, rigenerante, al mare. In vista del wekend di Pasqua. Se si rifugiano nelle tendepoli che prendono faticosamente forma. Se hanno semplicemente gettato la spugna. Se si sono rassegnati ad una realtà crudele e spietata: l'Aquila è morta. Solo il tempo, l'ostinazione, l'orgoglio di un popolo ferito potrà farla rinascere.
(8 aprile 2009)
dal nostro inviato DANIELE MASTROGIACOMO
Le rovine della Chiesa del Suffragio
L'AQUILA - Adesso sono andati tutti via. E' impossibile riprendere a vivere. Fare qualunque cosa, anche la più banale. Anche solo passeggiare, smaltire la tensione di questi due giorni, incontrare facce note, scambiare due chiacchiere, ricordare insieme gli amici e i conoscenti che non ci sono più. Toccarsi e almeno sorridere per dimostrare a noi stessi che siamo vivi. Che possiamo ricominciare. Un giorno. Ma ricominciare. Le scosse non danno tregua. Il ventre della terra si lamenta, sbuffa, vibra. Scosse continue, alcune davvero violente, che fanno tremare i palazzi sbrecciati, bucati come fossero formaggi, piegati su se stessi, le grondaie penzolanti in balia del vento caldo. IL VIDEO SUL CENTRO DELL'AQUILA Il centro storico, il cuore de L'Aquila, è isolato. Polizia e carabinieri formano cordoni ai principali punti di accesso. Si rischia grosso ad entrare, cadono ancora pietre e pezzi di cemento dai tetti dei palazzi di quattro, cinque piani. Palazzi imponenti, che vedi robusti, che credi impossibili solo a scafire. Invece ti accorgi che sono tutti lesionati, con squarci che si aprono sui tetti, sulle pareti, dalle finestre sventrate, le imposte in bilico che cigolano sui cardini piegati dai colpi. "Qui", ci racconta un maresciallo della Guardia forestale, Antonio Russo, "a quest'ora c'era un gran movimento. L'Aquila era un città viva, piena di gente per le strade, rumorosa, allegra". Si guarda intorno, allarga le braccia, fa un giro di 360 gradi. "Guardi lei: non c'è nessuno. E' una città-fantasma. Non so quando, come, in che modo riuscirà a rinascere. Ogni casa, palazzo, bottega, appartamento ha i suoi acciacchi. Alcuni dovranno essere abbattuti per forza. Io non sono un tecnico: ma mi sembra impossibile poter restaurare strutture così imponenti e così lesionate in profondità".
Le case e i palazzi sono legate le une agli altri. Come in tutti i centri storici della città italiane. Un immenso mosaico creato negli anni, con stili e materiali diversi. Le squadre dei tenici, le uniche anime vive che incontriamo in quest'aerea devastata dal terremoto di domenica scorsa, non sono impegnate nei rilievi statici. Stanno ancora cercando i sopravissuti. Se esitono e se sono in vita, dopo 56 ore. Il governo ha dato altre 48 ore di tempo. Le voci si rincorrono: c'è chi dice che ci potrebbe essere ancora gente in vita. Leggende, legate a speranze. C'è un dato che i vigili del fuoco e della protezione civile danno con certezza. All'appello mancano ancora dieci o forse venti abitanti. Prima di mettere in moto questo enorme cantiere e azionare le ruspe bisogna tornare ad ispezionare le case. Tra le migliaia di vigili del fuoco ci sono squadre che sono venute dalla Sicilia fino al Piemonte. Incontriamo sei pompieri di Torino. Li seguiamo. Insieme giriamo tra i vicoli e le strade di un quartiere senza più vita, avvolto da un silenzio che pesa e esprime il senso della grande fuga avvenuta nelle ultime ore. Dopo la scossa di ieri pomeriggio e quella di stamani poco dopo l'alba, moltissimi hanno deciso di lasciare la città. Solo nei momenti di tregua, tregua che nessuno può sapere quanto duri, quacluno si azzarda ad entrare nei vicoli e quasi correndo si infila dentro il portone sventrato della propria abitazione. Tra le lactime, lacrime di paura, di rabbia, di angoscia raccatta quello che può. Ma la nuova scossa, infida e rabbiosa, arriva e scuote il terreno, le pareti delle case, scaglia dall'alto ancora pezzi di intonaco, assieme a tegole e pietre. Bisogna camminare al centro delle strade principali, gli occhi ben puntati verso il cielo, pronti a scattare al minimo sobbalzo. Il palazzo della provincia, che ospita al secondo e terzo piano un convento di suore, ha perduto una delle vecchie colonne portanti. E' una struttura solida, imponente, piazzata all'angolo della strada principale del centro. E' stato evacuato e rimetterlo in sesto non sarà facile. Eppure, questo è il cuore commerciale, amminstrativo della città. E' un'area piena di negozi, di caffè, ristoranti. E' la zona dello struscio dove ogni pomeriggio si rovesciavano centinaia di persone, giovani, coppie e famiglie. Il cuore si è fermato. Non si sa quando e come potrà riprendere a pulsare. Tutto è rimasto come la notte di domenica scorsa. Le vetrine piene di vestiti, i bar con i suoi tavolini e le sue tovaglie, le botteghe con i loro oggetti pregiati esposti. Ci dicono che bande di sciacalli vagano nei vicoli deserti. Qualcuno denuncia subito che sono stranieri. Ma anche queste sono solo supposizioni. Sappiamo con certezza che sono stati bloccati più volte in tempo mentre varcavano i portoni invasi di calcinacci. Molta gente ha ceduto. Alle scosse, alla stanchezza, allo sconforto. Ieri mattina, mentre lasciavamo il centro e ci dirigevamo nei paesi vicini, abbiamo visto una lunga fila di auto che procedeva verso la costa adriatica. Non sappiamo se hanno accettato l'invito del governo ad una pausa, rigenerante, al mare. In vista del wekend di Pasqua. Se si rifugiano nelle tendepoli che prendono faticosamente forma. Se hanno semplicemente gettato la spugna. Se si sono rassegnati ad una realtà crudele e spietata: l'Aquila è morta. Solo il tempo, l'ostinazione, l'orgoglio di un popolo ferito potrà farla rinascere.
(8 aprile 2009)
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